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amo la musica e la danza, soprattutto quella classica. per questa ragione il mio nick auradanzante07 :) amo molto, anche, recitare. la recitazione come la musica e la danza è il far volare fuori da me stessa le mie forti emozioni, forti sensazioni, forti passioni...questa è la foto di una squisita donna e sensibile attrice , di cui io sono sua incredibile sosia. :))

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domenica, 27 gennaio 2008

Il Giorno della Memoria della Shoah

Se questo e' un uomo

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici

considerate se questo è un uomo

che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato.

Vi comando queste parole,
scolpitele nel vostro cuore
stando in casa, andando per via,
coricandovi, alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

[da "Se questo è un uomo"]

Primo Levi

postato da: auradanzante07 alle ore 03:51 | link | commenti (58)
categorie:

Commenti
#1   27 Gennaio 2008 - 08:09
 

Gli ultimi tre versi

"O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi."


Mi hanno dato noia.
Non si augura mai tanto dolore.
Neanche al peggior nemico.

Peccato. Perchè fino a lì faceva pensare. Poi mi ha spento.



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#2   27 Gennaio 2008 - 17:00
 
per fenicesulmare
Anche io sono rimasta molto perplessa leggendo quei versi a cui tu accenni.
Poi mi sono immedesimata in una persona appena scampata ad un campo di sterminio.
Noi non possiamo cogliere pienamente che cosa debba essere stato essere in un lager.
Non possiamo comprendere completamente la reazione di chi esce da quell'inferno.
Levi scrisse "Se questo è un uomo" di getto, con l'incubo di non essere creduto al suo ritorno in Italia.
Ecco perchè ho postato tutti i versi.
Grazie.
Aura

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#3   27 Gennaio 2008 - 17:09
 
per fenicesulmare
E' vero che l'odio è distruttivo.
Lasciamo però ad una persona appena uscita da un lager le sue sensazioni che sono anche di odio.
Sarebbero totalmente fuori posto quei tre versi se scritti a distanza di tempo.
Così invece...
Aura
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#4   27 Gennaio 2008 - 20:12
 
eh si non si deve dimenticare!

senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato.

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#5   27 Gennaio 2008 - 20:17
 
...non solo oggi
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#6   27 Gennaio 2008 - 22:29
 
Bravo Primo Levi.
Mi ha sempre emozionato leggerlo.
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#7   28 Gennaio 2008 - 02:25
 
per ondalungablu
"senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno."
Come poteva sentirsi qualcuno in quel modo?
Non vi è risposta.
"Se questo è un uomo" è un titolo molto indicativo di ciò che era stato fatto.
NON DIMENTICHIAMO.
Aura

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#8   28 Gennaio 2008 - 02:26
 
per eventounico.
NON DIMENTICHIAMO NON SOLO OGGI.
Hai detto esattamente.
Aura
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#9   28 Gennaio 2008 - 02:35
 
per Mordere
Ho postato appositamente questi versi.
Per far sentire che cosa deve essere stato.
Per far comprendere come poteva sentirsi un uomo che aveva vissuto in un lager anche quando era riuscito ad esserne fuori fisicamente...
e sottolineo fisicamente...
Primo Levi credeva che nessuno potesse credere a ciò che lui aveva testimoniato.
Una terribile emozione nel leggere Primo Levi.
Aura
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#10   28 Gennaio 2008 - 02:37
 
per fenicesulmare

Credo dovremmo avere molta più comprensione e pietà per Primo Levi.

Aura
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#11   28 Gennaio 2008 - 02:46
 
per fenicesulmare.
"Gli ultimi tre versi
"O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi."
Mi hanno dato noia"

Tu puoi giudicare come vuoi gli ultimi versi, ma, secondo me, non puoi dire che ti hanno provocato "noia".
Tutti possono esprimere le loro opinioni.
Qui la parola "noia" non mi piace proprio.
Tu conosci in che situazione era Primo Levi quando ha voluto lasciare la sua testimonianza?

Questo per sincerità e rispetto nei tuoi confronti da parte mia.
Aura
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#12   28 Gennaio 2008 - 05:37
 
Noia era inteso che fossero in stridore con la prima parte.
La prima parte era poesia.
Dolore trasformato in poesia.
Espresso e fatto sentire.

Poi è diventato maledizione. E la poesia è crollata nel mio sentire.

...e che i vostri nati torcano il viso da voi....

E' una richiesta di dolore non giustificata. E' una richiesta di vendetta. E' una richiesta che se alimentata porta ai genocidi infiniti.

Questo ho sentito nelle tre strofe.
E non sono riuscit* a provare empatia.

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#13   28 Gennaio 2008 - 13:58
 
semplicemente grazie......un abbraccio Anna..
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#14   28 Gennaio 2008 - 17:33
 
Personalmente mi ritengo più comprensivo nei confronti di Primo Levi. A parte che, come tutti sapete, pagò tragicamente la sua crudissima esperienza, Primo Levi non invita alla vendetta, non dice che bisogna rispondere all'eccidio con l'eccidio, fornisce una vera profezia, mettendola in termini poetici. Afferma infatti che l'olocausto sarà ricordato a futura memoria, fino alle estreme conseguenze dei figli che torceranno il viso dai loro padri. E' la conclusione della prima parte, per significare a quale altezza di tragedia porterà e travolgerà coloro che hanno commesso tali atrocità. I carnefici e gli aguzzini diventeranno come le loro vittime e capiranno che
cos'è un uomo. E' tutta lì la forza drammatica di questa tragedia.
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#15   28 Gennaio 2008 - 23:13
 
parole toccanti....davvero sarebbe bello se invece di un giorno l'anno ricordassimo sempre in modo da non ripetere il dramma....
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#16   28 Gennaio 2008 - 23:50
 
Sei riuscito, come al solito, a esprimere egregiamente quello che è anche il mio pensiero.
Preferisco usare la parola Shoah (שואה, Shoah o Sho'ah), che, in lingua ebraica, significa "distruzione" inaspettata, al posto di Olocausto (olocausto (dal greco holos "completo" e kaustos "rogo" come nelle offerte sacrificali), proprio perchè in Olocausto vi è la offerta sacrificale.
La stragrande maggioranza delle persone che usano il termine "Olocausto" non intendono tali implicazioni, ma Shoah è da preferirsi.
Alla fine della poesia, Levi afferma che questo terribile sterminio (Shoah) sarà e dovrà essere ricordato per sempre, fino alle estreme conseguenze dei figli che torceranno il viso dai loro padri.
I carnefici dovranno capire che cosa è un uomo.
Come non poter comprendere Primo Levi?
Era appena uscito dal campo di concentramento di Auschwitz ed aveva immense difficoltà.
Primo Levi dice che il libro "Se questo è un uomo" (titolo emblematico) «è nato fin dai giorni del lager per il bisogno irrinunciabile di raccontare agli altri, di fare gli altri partecipi» ed è scritto per soddisfare questo bisogno.
Fu accolto male dopo la fine della guerra ed il successo e la notorietà del libro arrivarono solo nel 1958.
Grazie per le tue parole, Ubaldo.
Scusa se mi sono dilungata.
Un sorriso
Aura

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#17   29 Gennaio 2008 - 01:17
 
per fenicesulmare

Non è una richiesta di vendetta l'ultima parte della poesia.
E' un pretendere che nessuno anche di coloro che verranno, dimentichino ciò che è stato fatto.
E' un fare in modo che persino gli aguzzini si possano accorgere di...
"che cosa è un uomo".

Se leggi anche il libro che ha lo stesso titolo ti accorgerai, da sola, con la tua sensibilità che, in situazioni tali, usare la parola "noia" stride con ciò che è stato fatto all'autore ed al suo popolo.
(Ho compreso come tu abbia usato il termine "noia".)
"E' una richiesta di dolore non giustificata." Tu scrivi.
Io la trovo giustificatissima.
Chiuso in un lager, Levi voleva far sentire agli altri che cosa si stava commettendo su un "uomo", lui stesso ed il suo popolo.
Devi sempre pensare che Primo Levi era reduce da Auschwitz.
Se leggi attentamente il libro che ha proprio come emblematico titolo "Se questo è un uomo", comprenderai ciò che voglio dire.
Si prova empatia per le vittime, non per tre versi su cui puoi discutere, ma non puoi staccare da tutto quanto è accaduto nella realtà.
Non avevo postato la poesia per far vedere che cosa possa essere una poesia, ma avevo dedicato questa poesia alla memoria di quanto noi uomini siamo stati capaci di commettere e come monito a non dimenticare per divenire migliori.
Grazie.
Con un sorriso per te
Aura
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#18   29 Gennaio 2008 - 01:22
 
per hactarus

Dovremmo ricordare sempre ciò che è accaduto e che succede ancora oggi verso molti uomini di differenti etnie.
Grazie.
Con un soriso
Aura
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#19   29 Gennaio 2008 - 01:24
 
per infinitaunica

Ti rispondo privatamente.
:) Aura
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#20   29 Gennaio 2008 - 11:43
 
uno dei più bei componimenti contemporanei scritti...
un uomo che attraverso le parole ci fa sentire vivi, pur raccontando attimi tremendi.
ed io mi sento davvero fortunata...
utente anonimo

#21   29 Gennaio 2008 - 16:27
 
L'inverno scorso sono stata in una biblioteca intestata a Primo Levi. Anguillara Sabazia era un centro sul lago dove ha passato diverso tempo. Ho conosciuto la sorella di Primo, ancora viva e scampata ai lager. Attraverso filmati inediti procurati da lei stessa e commentati da un regista, ho scoperto un uomo che sapeva ancora ridere, un uomo con tanta ironia malgrado quanto passato. L'incubo era comunque nascosto dietro un sorriso malinconico e la sua fine era scritta nello sguardo. C'era un orrore del quale non ci si disfa mai più. Bell'intervento Aura. Questa poesia di Primo Levi (tra l'altro ne ha scritte tantissime anche se lo ricordiamo più come scrittore) è una perla da tenere dentro l'anima.
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#22   30 Gennaio 2008 - 00:49
 
Per Utente Anonimo.
Hai ragione, utente anonimo.
Anche io ho trovato che, attraverso le esperienze terrificanti, terribili scritte, Primo Levi ci faccia sentire molto vivi.
Ricordo che avevo colto questo subito mentre leggevo le parole di tale grande autore ed uomo.
Scritto da non dimenticare.
Grazie a te.
Un sorriso
Aura
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#23   30 Gennaio 2008 - 00:59
 
Per Giuliana.
Grazie della tua testimonianza.
La mia famiglia conosceva Primo Levi.
Ciò che tu scrivi è esattamento quello che io scorgevo ogni volta che incrociavo il suo sguardo o vedevo il suo sorriso ironico.
Sguardo e sorriso che non posso dimenticare.
Questa poesia è una perla per me infatti.

Sorrido a te, Giuliana.
Aura
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#24   30 Gennaio 2008 - 06:13
 
Ogni volta che torno ad avere una prima liceo, leggo per intero in classe "Se questo è un uomo". Da oltre trent'anni. Custodisco una cartolina ricevuta da lui, ché mia moglie gli scrisse a proposito della maledizione che chiude il testo che tu riproponi. Io non ho mai condiviso la sua risposta, né il fatto che mia moglie gli avesse scritto per chiedergli spiegazioni su quelle parole. Levi, infatti, rispose, che quei versi non li avrebbe riscritti. Io non credo che l'amore (cristiano) sia il sentimento più alto. Al di sopra delle cose più alte c'è il piccolo cuore di un bambino che ha visto ciò che non avrebbe mai dovuto vedere. E che non ha capito. A lui nessuno ha spiegato.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Kensington2008

#25   30 Gennaio 2008 - 10:27
 
Amo molto questo libro e anche il mio post sul giorno della memoria è preso da qua. Un passaggio che mi aveva subito toccato molto e commosso fino alle lacrime. E questa poesia è davvero lacerante: "Come una rana d'inverno", questa similitudine è davvero sconvolgente! Grazie per averla postata! Baci DonnaNuova.
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#26   30 Gennaio 2008 - 10:53
 
Ho letto, in uno dei commenti, che Primo Levi ha scritto molte altre poesie. Trattano sempre della Shoa? Mi piacerebbe leggerne qualcuna, ti andrebbe di postarla? Un abbraccio DonnaNuova.
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#27   30 Gennaio 2008 - 12:58
 
Sono d'accordo con Aura.
Vogliamo provare a scrivere noi qualcosa dopo aver passato anche solo qualche giorno in un campo di concentramento nazista???
Credo che il non perdono sia un sentimento normale, difficile da superare a caldo per i superstititi.
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#28   30 Gennaio 2008 - 14:06
 
La Shoa, la Shoa, la Shoa.... certo che pensarci inorridisce. Come inorridisce la poesia di Levi. Volevo però fare un'osservazione: perchè tutti parlano solo della Shoa e quasi nessuno perla delle centinaia di migliaia di slavi che hanno fatto la stessa fine? Sono forse persone di serie B? Infine: ricordiamo, sì, perchè non si deve dimenticare, ma, proviamo anche a perdonare. E' difficilissimo lo so. Ma proviamo. E forse, dico forse, il dolore ci sembrerà più lieve. Non è che magari l'ossessivo ricordare fomenta l'odio e non sopisce il dolore?. Chiedo.
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#29   30 Gennaio 2008 - 14:32
 
Purtroppo esiste sempre un pazzo che apre una via che poi l'uomo senza giudizio percorre. Questo vale ahimè soprattutto per ogni invito a vedere le differenze mentre trovano molto meno ascolto i richiami a cercare quanto ci unisce.

Bello e profondo quanto scrive Levi... al di là del finale.... comprensibile pure... ma inservibile. Dobbiamo assolutamente ricordare ogni insegnamento del passato... per usarlo per essere uniti... come uomini... al di là della nostra appartenenza a nazioni e religioni. Ancora oggi accadano troppe ingiustizie per la contrapposizione di "popoli".... anche determinate da parte di chi ha subito proprio questa inumana vessazione.

Buona giornata.... sogno danzante...
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#30   31 Gennaio 2008 - 14:29
 
"c'è il piccolo cuore di un bambino che ha visto ciò che non avrebbe mai dovuto vedere. E che non ha capito. A lui nessuno ha spiegato."
per Kensington2008
Che bella spiegazione hai dato.
Mi hai veramente commossa.
Mi hai fatto pensare a lungo.
Grazie.
Aura
So che P.Levi, dopo, diceva che non avrebbe più scritto quei versi finali.
Appena uscito da un lager, che cosa poteva dire?
I suoi occhi hanno, comunque, sempre continuato a vedere "se questo è un uomo"...

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#31   02 Febbraio 2008 - 18:49
 
Porca miseria, questo è un altro di quei libri che VOGLIO leggere e non l'ho ancora fatto e me ne vergogno... ma Levi non era un chimico? I'm a chemist, too... hi hi hi... non voglio offendere nessuno, ma non c'è mica bisogno 110 e lode in lettere antiche per scrivere. Scrivere bene, avere grande cultura nel campo, criticare (odio i critici, in genere). Ma saper emozionare? quello l'università non te lo insegna mica... è la vita che lo insegna.
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#32   02 Febbraio 2008 - 18:52
 
Ah, e poi: non dimentichiamo solo questa tragedia. Quante sono state dimenticate, oppure storpiate da informazione politicamente di parte (orrendo... il dolore non ha colore, punto), quante sono dimenticate proprio nel terzo millennio, in giro per il mondo... o proprio dietro l'angolo di casa nostra??? Uff. So che mi hai capita.
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#33   03 Febbraio 2008 - 16:16
 
buona domenica Aura.....un bacio..Anna..
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#34   03 Febbraio 2008 - 20:47
 
Mi dispiace molto, non sapevo avessi la febbre. Ti auguro di rimetterti presto. Baci DonnaNuova.
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#35   04 Febbraio 2008 - 22:38
 
un bacio
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#36   06 Febbraio 2008 - 21:49
 
Che grande libro!
Un bacio
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#37   07 Febbraio 2008 - 09:08
 
la maledizione che lancia Primo negli ultimi tre versi è indubbiamente "forte", ma è una iperbole equivalente al cammello che passa per la cruna di un ago. E' un richiamo a non dimenticare, soprattuto a far dimenticare, perchè chi cerca di insabbiare merita la stessa colpa di chi il "male imo" nei lager l'ha perpetrato.
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#38   07 Febbraio 2008 - 21:38
 
A volte mi chiedo come mai Dio non era presente in quei campi e non ascoltava le loro preghiere. Me lo sono chiesto mille volte e me lo chiederò altre mille volte ma mai ho avuto una risposta e mai la otterrò in questo mondo. Purtroppo nemmeno ora ascolta le preghiere che gli giungono da certi posti del mondo dove fame e malattie riducono gli uomini peggio degli animali. Ma continuo a pregare che non succeda mai più. Ciao Miss e rimettiti presto.
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#39   07 Febbraio 2008 - 23:42
 
Tesoro, guarisci presto!
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#40   09 Febbraio 2008 - 00:55
 
Sono molto felice di sapere che stai meglio. A presto allora. Un bacio DonnaNuova.
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#41   09 Febbraio 2008 - 11:20
 
Passo per un bacio :-)
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#42   09 Febbraio 2008 - 14:56
 
Metto una pietra anche io su questa immensa e tragica poesia. Un cordiale saluto
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#43   09 Febbraio 2008 - 17:44
 
Possiamo parlarne all'infinito, ma vivere una situazione agghiacciante come l'esperienza del lager, credo sia inimmaginabile...
un abbraccio
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#44   09 Febbraio 2008 - 23:53
 
per dalloway66
credo che l'immaginazione non possa cogliere pienamente l'esperienza (non metto appositamente aggettivi dopo "esperienza") di aver vissuto in un lager.
non ci riesce.
grazie, dalloway.
un abbraccio
Aura
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#45   09 Febbraio 2008 - 23:57
 

per Ulysses54
mettiamo una pietra sulla poesia e sul discuterne, ma ricordiamo sempre che ciò che è narrato da Primo Levi è accaduto veramente.
grazie.
aura

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#46   09 Febbraio 2008 - 23:59
 
per anneheche
è qualcosa di più di un grande libro.

ti ringrazio tanto per la tua affettuosità.

aura
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#47   10 Febbraio 2008 - 00:02
 
per Redisperanza
mai otterremo risposte a queste stragi che gli uomini compiono sui propri simili.
grazie.
aura
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#48   10 Febbraio 2008 - 00:04
 
per brianzolitudine
sono perfettamente d'accordo con te.
grazie.
aura
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#49   10 Febbraio 2008 - 10:04
 


...buona domenica...


Alice**







Ogni giorno è un nuovo giorno
ed ogni alba l'inizio di un mattino che non si ripeterà mai più.
Una delle cose più sbagliate che può fare un uomo
è quella di rimandare il momento in cui cominciare a vivere

.




~ Romano Battaglia~

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#50   10 Febbraio 2008 - 18:03
 
ultimi, soli, derisi, non compresi, umiliati, ignorati, infangati, oltraggiati, offesi, sfruttati e abbandonati. persi.
anche uno sguardo , un attimo di silenzio li riabiliterà, e leggere queste parole li libererà tutti, tutti, tutti gli ultimi del mondo.
anche il più solo, lontano, si sentirà amato.
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#51   10 Febbraio 2008 - 20:53
 
Angeli e demoni: ecco cosa sono gli uomini! Più spietati della più spietata delle belve e a volte capaci di bei gesti da lasciarti stupito. Ci piaccia o no questa è la vita. Un abbraccio Pietro.
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#52   14 Febbraio 2008 - 06:11
 

Alice**



"Amare non significa guardarsi negli occhi,
ma guardare insieme verso la stessa meta.."
~ ~

~Antoine de Saint-Exupery ~
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#53   14 Febbraio 2008 - 16:13
 
per qualcosadime
Va molto meglio Antoine de Saint-Exupery rispetto a Romano Battaglia.
Certo come commento al giorno della memoria non è esattamente ciò che uno si aspetterebbe, ma ti ringrazio molto del tuo passaggio nel mio blog, qualcosadime.
La fotografia è un incanto